Fabio Gobetti, Massimiliano Curti
» Biblioteca comunale "Arrigoni"
Anche quest'anno il FAI (Fondo Ambiente Italiano), ha indetto il censimento:I luoghi del cuore. Questo progetto è un invito a tutta la cittadinanza italiana a segnalare quei luoghi, noti o meno noti, dimenticati, o a rischio, oppure da restaurare e da valorizzare, che custodiscono le nostre radici, le nostre tradizioni o che semplicemente occupano un posto particolare nella nostra vita e nel nostro cuore. Il censimento ha l' obiettivo di sensibilizzare cittadini ed istituzioni sui temi della tutela, della salvaguardia e della valorizzazione del nostro patrimonio storico, artistico e ambientale. Per quanto ci compete, abbiamo sentito l' esigenza di segnalare il Castello di Gerenzago. Il Castello, di proprietà privata, è una costruzione che risale al XV secolo. Ma troviamo tracce dell'esistenza di un suo primo nucleo in un documento del 23 dicembre 1039 (Codice Diplomatico Laudense). E' una massiccia costruzione a pianta quadrata con cortile centrale. Nel medioevo il Castello e il territorio circostante rientravano tra i feudi dell'abbazia pavese di San Pietro in Ciel d'Oro. Dal punto di vista storico architettonico l' edificio è di particolare interesse poiché la sua struttura è tutt'altro che frequente in zona. Chi volesse segnalare il nostro Castello può visitare il sito internet 'www.iluoghidelcuore.it' e seguire le istruzioni. Il censimento è aperto fino al 30 settembre 2010.
Cerchiamo di inviare più segnalazioni possibili al FAI,un giorno, forse, avremo la possibilità di riportare l'edificio agli antichi splendori.
Massimiliano Curti
Carissimi Concittadini,
avremmo potuto fare sfoggio di fanfare e di autorità politiche, abbiamo preferito invece celebrare questa festa in semplicità, con le persone del paese e con quanti, per varie ragioni, hanno atteso questo momento con sincero ed autentico interesse, alcuni addirittura con trepidazione.
Il monumento ai caduti, relegato per tanti anni in un angolo angusto del cimitero, mentre in tutti i centri urbani occupa posizioni centrali, è finalmente ritornato in mezzo a noi.
Dico è ritornato perché fin dagli anni trenta del 900 la lapide faceva bella mostra di sé sul muro del vecchio municipio, in cui erano ubicate le scuole elementari.
Questo rappresenta uno degli obiettivi più ambiziosi e qualificanti del nostro programma amministrativo, sicuramente il più importante dal punto di vista etico. Avevamo preso un impegno morale con la maggior parte della cittadinanza, con la totalità degli ex combattenti, alcuni dei quali, purtroppo ci hanno lasciato prima di poter rivedere la lapide nella piazza centrale del paese, in particolare, avevamo preso un impegno con i nostri caduti.
La rivalutazione delle vicende belliche dei nostri concittadini è cominciata nel 1998 con la pubblicazione dell'opuscolo "I caduti di Gerenzago nella Grande guerra", è proseguita poi con la pubblicazione nel 2007 di una storia della II guerra mondiale realizzata attraverso le testimonianze dei reduci di Gerenzago, che hanno partecipato con entusiasmo allo splendido lavoro dello storico Giorgio Gatti Comini.
La trilogia si completa oggi con la presentazione a tutti voi del monumento ai caduti completamente restaurato.
Con l'occasione abbiamo pensato di riqualificare la piazza: il tappeto erboso resisteva solo nella parte centrale, sulle fasce laterali l'erba era ormai pressoché scomparsa. Si rendeva inoltre necessario ampliare lo spazio calpestabile, insufficiente per la sosta di numerose persone in occasione di manifestazioni, sagre, raduni.
Il professionista incaricato della stesura del progetto, l'Ing. Matteo Borlone, ha compiuto un lavoro molto rispettoso dell'esistente, senza stravolgere e distruggere quanto fatto in precedenza ha affiancato al vecchio blocco di granito, che rappresenta in modo stilizzato una fiamma, un altro blocco dello stesso materiale simboleggiante le montagne, teatro delle due guerre mondiali e della resistenza. Su questo nuovo blocco sono state applicate, dopo un meticoloso restauro, le due lapidi che si trovavano al cimitero e le fotografie dei nostri concittadini periti in battaglia.
Come vedete sono stati mantenuti gli alberi che ornano la piazza, risistemati nel nuovo contesto dopo un'attenta opera di manutenzione e di cura.
La piazza è stata, poi, dotata di un elegante sistema di illuminazione.
Speriamo che l'opera sia da Voi apprezzata.
Desidero rivolgere il ringraziamento dell'amministrazione comunale:
all'ing. Matteo Borlone per le felici intuizioni tecniche ed architettoniche che hanno saputo coniugare il vecchio col nuovo, con armonia, senso delle proporzioni, eleganza e sobrietà.
All'impresa San Calogero, del Geom. Borsellino, che è sempre stata attenta, disponibile e premurosa nella realizzazione dei lavori.
Ringrazio i fratelli Speranza, ed in particolare il sig. Augusto, che con grande sapienza, esperienza e professionalità hanno saputo trasformare e rimettere a nuovo le vecchie lapidi dei caduti.
Un ringraziamento va poi all'impresa Anelli per il rifacimento del giardino e per il trattamento degli alberi.
Grazie all'Ing. Luciano Borlone che ha saputo affrontare e risolvere, con grande professionalità, i piccoli e grandi problemi di coordinamento emersi nel corso dei lavori.
Quando un professionista o una impresa assumono un incarico lo possono svolgere in tanti modi:
c'è chi cerca di fare il lavoro alla bell'e meglio solo ed esclusivamente per essere pagato.
Chi esegue il lavoro, magari anche a regola d'arte, senza farsi coinvolgere più di tanto nella realizzazione dell'opera.
C'è chi invece, come è accaduto in questo caso, partecipa con passione al progetto, non solo perché ha assunto un impegno ma perché si sente assorbito emotivamente e cerca in tutti i modi di dare il meglio di sé, non per sé ma per gli altri.
Non è facile retorica, è quello che è accaduto in questa occasione. Tutti si sono prodigati con impegno e generosità, suggerimenti e consigli al fine di ottenere il risultato migliore.
Ho qualche anno di esperienza amministrativa e vi posso assicurare che ciò accade molto raramente. Per questo, tutti loro, meritano la nostra riconoscenza.
Ringrazio il personale comunale per l'impegno che, ciascuno per le proprie competenze, ha profuso anche in questa occasione.
Ringrazio il prof. Giorgio Gatti Comini per l'affetto che ancora una volta ci ha manifestato con la sua presenza, ormai ha adottato il nostro paese e, in particolare, i nostri ex combattenti.
Ringrazio le insegnanti e gli alunni della scuola primaria, sempre disponibili a collaborare alle varie iniziative dell'amministrazione comunale, ogni volta ci regalano intensi momenti di tenerezza e di commozione.
Grazie a don Angelo, al Comandante della Stazione Carabinieri di Villanterio, maresciallo Galeotti, e alle associazioni che ci hanno onorato con la loro partecipazione.
Grazie infine agli ex combattenti, a quelli presenti, a quelli che per ragioni di salute non han potuto essere qui ed a quelli che ci hanno purtroppo lasciato: essi rappresentano un monito per le giovani generazioni, un invito a non dimenticare la nostra storia, sono la testimonianza del sacrificio di tanti giovani, che hanno combattuto, andando incontro alla morte per offrirci un'Italia migliore, quella del 2 giugno del 1946.
Questa piazza è intitolata ad Aldo Moro, di cui quest'anno ricorrono i trent'anni del rapimento e dell'assassinio per opera delle brigate rosse, ucciso perché rappresentava il cuore dello stato democratico, anch'egli ha dedicato la vita per un paese migliore.
Spetta a tutti noi il dovere quotidiano di non sprecare questo grande dono.